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ANTIBIOTICO NATURALE DELLA NONNA


Un vero toccasana per tosse e raffreddore

Miele di castagno o di timo (ideali per le loro proprietà balsamiche), limone biologico, zenzero fresco, cannella in polvere, chiodi di garofano. In un barattolo alternare strati di miele, limone tagliato a fettine sottili, zenzero grattugiato o a fette, cannella e chiodi di garofano. Cominciare con il miele e terminare con il miele cercando di non far rimanere bolle d'aria. Tenere in frigorifero per 3 o 4 giorni. Dopo basta scioglierne un cucchiaino in un bicchiere d'acqua calda. Si conserva in frigo per 3 mesi.

Ecco uno schema sulle verdure di stagione!


Frutta secca e suoi benefici


Per coloro che hanno il timore che la frutta secca faccia ingrassare: una piccolissima quantità, se consumata regolarmente, è sufficiente per ottenere dei benefici per la salute.
A livello calorico:
- 10 g di frutta secca = 5 g di olio
- 10 g di frutta secca = 20 g di pane
- 10 g di frutta secca = 15 g di formaggio stagionato
- 10 g di frutta secca = 7 g di burro
- 10 g di frutta secca = 8 g di margarina vegetale
La frutta secca contiene grassi (50-65%), proteine (12-30%), carboidrati (1-10%) e fibra (2-8%).

Bere acqua e limone fa bene, ecco perchè

Bere acqua e limone fa bene. Ecco quali sono i benefici di questa bevanda semplice da preparare ed economica






Bere acqua e limone fa bene. Perché? A quanto pare questa semplice bevanda ha molteplici aspetti positivi sul nostro organismo. Innanzitutto va preparata con limoni freschi. Spremete un limone in un bicchiere d’acqua a temperatura ambiente o leggermente tiepida. Ottimale è bere acqua e limone al mattino, appena svegli. Ma vediamo quali sono i benefici per il nostro corpo che derivano dal bere acqua e limone.


Bere acqua e limone fa bene innanzitutto per quel che concerne la digestione. Infatti con acqua e limone si stimola la produzione di bile da parte del fegato. E’ per questo che fa bene bere questa bevanda quando si ha bruciore di stomaco e gonfiore. Tra gli effetti benefici di acqua e limone c’è poi il suo effetto diuretico e depurativo. Non dimentichiamoci poi che nel limone vi è la vitamina C, grazie alla quale viene stimolato il sistema immunitario. Grazie a questa bevanda, viene regolato anche il PH. Infatti i limoni sono alcalinizzanti e contengono l’acido citrico che, insieme alla vitamina C, aiuta a ridurre i livelli di acidità nel sangue. Il limone fa bene anche alla pelle, grazie alla presenza di antiossidanti e della vitamina C, per far fronte ad acne e rughe. Notizia che piacerà sicuramente a tutti è che bere acqua e limone aiuta a dimagrire in quanto i limoni sono ricchi di pectina, fibra che aiuta a contrastare la fame.
Questi sono solo alcuni deibenefici derivanti dal bere acqua e limone. Si tratta di una bevanda economica e facile da preparare, dalla quale potrete ricavare benessere fisico. Cosa aspettate a berla?

BANANA E SUE PROPRIETA'


Degenerazione maculare, un aiuto dall’uva

L‘uva può essere una valida alleata nella prevenzione di alcune malattie che interessano l’occhio, come la degenerazione maculare, responsabile di un progressivo degrado della macula, cioè la zona centrale della retina, e che a lungo andare può portare anche allacecità, soprattutto nelle persone anziane. Tuttavia, sembra esserci una speranza, ancora una volta dagli antiossidanti delle frutta. La degenerazione maculare è tra le cause principali della perdita della vista tra le persone oltre i 65 anni di età. La malattia si presenta come una diminuzione della vista nella zona centrale del campo visivo, e/o con una deformazione delle immagini che costituisce il sintomo premonitore più importante. La degenerazione della macula è legata essenzialmente al processo di invecchiamento dell’occhio, che determina un minor apporto di sangue e di elementi nutritivi. Con il tempo, infatti, i tessuti della retina si assottigliano e si deteriorano.
Al di sotto della macula si accumulano dei depositi di colore giallo che alterano la funzionalità delle cellule deputate alla visione centrale. Tali cellule, scarsamente nutrite dai capillari della retina centrale, si atrofizzano. Una speranza, tuttavia, arriva dagli antiossidanti contenuti nell’uva. Come spiega Silvia Finnemann della Fordham University di New York, che ha coordinato lo studio pubblicato sulla rivista “Free Radical Biology and Medicine”:
L’effetto protettivo dell’uva in questo studio è stato notevole, offrendo un vantaggio per la visione dei pazienti anziani, anche quando l’uva viene consumata solo in giovane età.
I componenti di questo prezioso frutto, infatti, sembrano proteggere la retina dal rischio di cecità con maggiore efficacia rispetto alla luteina, un’altra sostanza antiossidante che si trova negli spinaci, nell’insalata verde, nei porri e nei piselli ed è ritenuta importante per la buona vista poiché combatte i radicali liberi e aumenta la densità ottica del pigmento maculare. Come dimostrano i risultati di molti studi, infatti, è proprio il processo ossidativo che svolge un ruolo di primo piano nello sviluppo della degenerazione maculare.

PROPRIETA' DEL LIMONE ...


Metodi di cottura per preservare le proprietà degli alimenti

Quando pensiamo al metodo di cottura di determinati cibi, cerchiamo sempre di far rimanere inalterate la maggior parte dei valori nutrizionali, vitamine e minerali. Con quali metodi di cottura possiamo ottenere il meglio nella nostra alimentazione? I nutrienti si modificano con la cottura soprattutto in funzione della temperatura, ma anche la variabile tempo assume un’importanza da non trascurare.

Con l’aumentare della temperatura i grassi fondono e diventano sempre più fluidi. Quando la temperatura raggiunge il punto di fumo, i grassi si decompongono con la formazione di sostanze tossiche quali l’acroleina. Le proteine sottoposte a temperature superiori a 55-60 gradi coagulano, cioè cambiano la loro struttura legandosi tra di loro. La coagulazione delle proteine le rende più digeribili grazie alla frammentazione delle catene proteiche che le rende maggiormente aggredibili dai succhi gastrici. La cottura provoca la distruzione di molte vitamine, soprattutto di quelle idrosolubili (e in particolare la vitamina C e quelle del gruppo B), con perdite fino al 50%. I sali minerali vengono dispersi nell’acqua di cottura, mentre nelle cotture a secco la perdita è minima. La perdita di microelementi in cottura in genere dipende in modo proporzionale dalla temperatura e dalla durata di cottura. Per scegliere la corretta temperatura di cottura bisogna conoscere le trasformazioni dei nutrienti con la temperatura. 
Prendiamo in esame i vari metodi di cottura per valutare i pro e i contro delle varie preparazioni:
Bollitura
La bollitura consiste nella cottura di un cibo in un liquido bollente. Può essere effettuata immergendo il cibo nel liquido freddo, poi portato ad ebollizione, oppure nell’immersione del cibo nel liquido già bollente.
L’immersione di un cibo nel liquido freddo, portato in seguito ad ebollizione, accentua l’effetto dell’osmosi (il passaggio dei liquidi al cibo e dei nutrienti al liquido di cottura) ed è adatta per preparare brodi, patate con la buccia, legumi secchi. Nell’immersione del cibo nel liquido bollente, in genere si cerca di far riprendere il bollore al liquido il più rapidamente possibile, quindi si prosegue abbassando la fiamma ad una intensità sufficiente per sostenere l’ebollizione. Questo tipo di cottura è adatta per la pasta, il riso e i cereali in genere, e gli ortaggi, che in questo modo minimizzano la perdita di vitamina C. Con la bollitura gli alimenti perdono parte del loro valore nutrizionale che può essere in parte recuperato riutilizzando il liquido di cottura . Infatti le modificazioni maggiori a carico della composizione in nutrienti degli alimenti è dovuta alla diffusione delle sostanze idrosolubili in acqua. Queste perdite risultano tanto più elevate quanto maggiore è la superficie dell’alimento da cuocere e la quantità di acqua utilizzata. E’ possibile ovviare a tali perdite immergendo le verdure in poca acqua e facendole cuocere per tempi relativamente brevi. Le vitamine che risentono maggiormente di questo tipo di cottura sono l’acido ascorbico, la tiamina, l’acido pantotenico, la piridossina, la niacina ed i folati. Quando aggiungiamo bicarbonato di sodio all’acqua di cottura di verdure e legumi per migliorare il colore o aumentare la tenerezza perdiamo delle vitamine sensibili agli alcali (tiamina e acido ascorbico). Tra i minerali presenti nelle verdure quello che viene perso in quantità variabile nell’acqua di cottura è il potassio . In certi casi la cottura migliora la biodisponibilità di alcuni minerali, ad esempio il ferro e lo zinco. Per quanto riguarda i cereali, la loro cottura in acqua migliora la disponibilità dell’amido all’attacco enzimatico e quindi all’assorbimento, ma determina una perdita fino al 60% delle principali vitamine (tiamina, riboflavina e niacina) e di alcuni minerali presenti come il potassio . La pasta deve essere cotta in acqua bollente per far raggiungere la temperatura all’interno del prodotto rapidamente e per provocare uno shock termico che impedisca la fuoriuscita dell’amido.
Cottura a vapore
La cottura al vapore è un sistema di cottura molto antico, utilizzato soprattutto nella cucina orientale.Attualmente la cottura al vapore si sta diffondendo sempre di più anche nei paesi occidentali, soprattutto grazie alle sue proprietà dietetiche e nutrizionali. 
La cottura al vapore è una cottura per concentrazione, perché non si verifica il fenomeno dell’osmosi tipico della cottura per immersione in un liquido. La trasmissione del calore avviene per convezione, tramite il contatto diretto tra le molecole di vapore e la superficie del cibo in cottura.
La cottura al vapore garantisce il mantenimento del colore, dell’aroma e dei principi nutritivi dell’alimento grazie alla temperatura limitata e al fatto che i liquidi presenti nell’alimento non si disperdono nel liquido di cottura.
La cottura al vapore si può effettuare con apposite pentole dotate di griglie nelle quali la cottura è piuttosto lenta.
La cottura al vapore in pentola a pressione, con l’apposita griglia da porre sul fondo della pentola, garantisce i risultati più rapidi in quanto il vapore può raggiungere i 120 gradi grazie alla pressione maggiore di quella atmosferica che si sviluppa all’interno della pentola.
Nella cottura al vapore generalmente non si utilizzano grassi aggiunti e quindi le preparazioni risultano più leggere. Qualora i cibi vengano conditi, questo avviene a crudo, dunque i grassi eventualmente presenti sono più salutari perché non vengono cotti, operazione che genera sempre composti meno digeribili e a volte tossici.
Cottura pentola a pressione
Da un punto di vista nutrizionale la cottura mediante pentola a pressione è buona cosa in quanto generalmente viene impiegata poca acqua e quindi le perdite di nutrienti idrosolubili risultano minori rispetto ad altre cotture in umido quali la bollitura. 
Quali sono le modificazioni a carico dei nutrienti? 
Secondo alcuni studi sembrerebbe che le perdite di vitamina C , tiamina e riboflavina (tra le vitamine che maggiormente risentono dei processi di cottura ) siano inferiori in questo tipo di cottura rispetto ad altre. Non bisogna comunque sottovalutare il fatto che mediante questa tecnica di cottura che impiega temperature più elevate si riducono i tempi di applicazione con minore alterazione dei composti termolabili e più veloce denaturazione delle proteine e soprattutto degli enzimi con azione negativa sui nutrienti (ad esempio enzimi ossidativi).
Cottura al forno
E’ un tipo di cottura determinato da un aumento della temperatura che comincia dalla superficie del prodotto. 
Questo tipo di trattamento determina processi di carbonizzazione superficiale con formazione di composti tossici dovuti alla decomposizione termica e degradazione di proteine, zuccheri e lipidi. Per questo motivo è utile portare la temperatura a circa 130-145°C dopo la formazione della crosta superficiale e mantenere il prodotto umido (è per questo motivo che durante la cottura si deve bagnare l’alimento con del sugo) per tutta la durata della cottura.
Cosa succede ai nutrienti durante questo tipo di cottura ?
L’aria calda raggiunge il cibo direttamente a una temperatura tale che fa subito produrre un sottile strato di crosta sulla sua superficie.Vengono in questo modo impedite significative perdite di succhi. I lipidi possono andare incontro a decomposizione termica se le temperature utilizzate sono troppo elevate. Tuttavia, nella maggior parte dei casi, si assiste semplicemente ad una parziale perdita per diffusione verso l’esterno dell’alimento e ciò può essere positivo qualora sia richiesta una riduzione dell’assunzione di grassi. L’acido pantotenico e l’acido folico sono le più sensibili alla cottura . Questo tipo di cottura rispetto alla piastra e alla griglia favorisce una perdita maggiore di vitamine del gruppo B . In particolare la cottura sulla piastra produce minori perdite delle vitamine rispetto alla cottura alla griglia, in cui si usa il fuoco diretto e può quindi determinare riduzioni più consistenti dei nutrienti e formazione di composti nocivi per la salute. Il pane e gli altri prodotti da forno perdono soprattutto tiamina, nei prodotti lievitati con bicarbonato di sodio quasi tutto il contenuto di tiamina viene perso. Tra le vitamine, la riboflavina e la niacina sono le più stabili durante la cottura del pane, ed alcuni minerali quali il fosforo e lo zinco possono aumentare in quanto liberati da composti che li rendono poco assorbibili (fitati). La cottura migliora la digeribilità proteica e glucidico.
Cottura al microonde
Cottura alla griglia 
La trasmissione di calore nella grigliatura avviene principalmente per irraggiamento e solo parzialmente (nel punto di contatto della graticola con il cibo) per conduzione.
La cottura alla griglia è cancerogena?
La grigliatura è un metodo di cottura ad alto rischio per vari motivi.
Il più importante è sicuramente la difficoltà di controllare la temperatura di cottura: è molto facile provocare bruciature localizzate o diffuse dei cibi, con conseguente produzione di sostanze tossiche (come gli idrocarburi policiclici aromatici). Ovviamente questo fenomeno non avviene per forza, ma solamente se l’operatore non ha sufficiente esperienza, e comunque le temperature dell’alimento non si avvicinano nemmeno lontanamente ai 1000 gradi della fonte di calore (a 180 gradi un cibo è già carbonizzato), dunque non bisogna farsi spaventare dalle alte temperature della sorgente di calore, anche perché la fiamma di un normale fornello raggiunge temperature di 800 gradi.
Dunque, la grigliatura andrebbe effettuata con strumenti che consentano di controllare agevolmente il livello di cottura, e possibilmente da mani esperte che evitino di produrre zone carbonizzate.
Frittura
Nella frittura l’alimento viene immerso in una sostanza grassa posta a una temperatura di 150-190 gradi finché non è completamente cotto e l’esterno non diviene dorato.
La frittura è uno dei sistemi di cottura più complessi in quanto non è facile individuare il giusto tempo di cottura, che dipende dalla natura e dallo spessore del cibo da cuocere.
I grassi portati a temperature così elevate si degradano perdendo gran parte dei microelementi benefici per salute e con la formazione di sostanze indigeribili e tossiche.
 ****L’acrilamide
Una sostanza indesiderata che si forma durante il processo di cottura è l’acrilamide,fino a qualche anno fa era conosciuta solo per il suo impiego nei processi industriali come quelli della produzione di plastici, colle, carta e cosmetici. L’esposizione accidentale dei lavoratori ad alti livelli di acrilamide ha portato all’identificazione di questa sostanza come neurotossica. Questo significa che l’acrilamide ad alte dosi ha la capacità di causare un danno al tessuto nervoso. Si sa, inoltre, che negli animali, alte dose del composto, causano cancro e agiscono sulla riproduzione.
Nel 2002, ricercatori dell’Università di Stoccolma, in Svezia, fecero la sorprendente scoperta della formazione di acrilamide negli alimenti e, da allora in poi, l’acrilamide è stata trovata in una serie di alimenti trattati ad alte temperature.1 L’acrilamide si può formare negli alimenti durante i processi di cottura che arrivano a temperature di 120°C o più alte, per esempio friggendo, cuocendo al forno e arrostendo. Originariamente è stata rilevata acrilamide in patate fritte, patatine, biscotti e crackers, crostini di pane, cereali per la prima colazione, patate arrosto, prodotti di panetteria e caffè. Ulteriori indagini hanno rilevato la presenza di acrilamide nella frutta secca, nella frutta al forno, nelle olive nere e in alcune noci tostate.

CETRIOLI: 7 BENEFICI INCREDIBILI

I cetrioli non sono semplicemente ortaggi estivi freschissimi e gustosi, ma donano anche stupefacenti benefici alla salute dell’intero organismo umano


Proprietà dei cetrioli

                     Acqua

Il cetriolo ha un contenuto molto elevato d’acqua (la percentuale è quasi del 96%). Il consumo di cetrioli idrata e rivitalizza il corpo donando un aspetto radioso alla pelle.

Calorie

Il cetriolo ha un contenuto molto basso di calorie e, come qualsiasi prodotto vegetale, è totalmente privo di colesterolo. Per tale ragione è consigliato nella maggior parte delle diete dimagranti.

Minerali

Il cetriolo è un generoso serbatoio di minerali che si concentrano principalmente nella buccia e secondariamente nei semi. E’ “controindicato”, quindi, sbucciare il cetriolo, perché insieme alla buccia si perdono le preziosissime sostanze che questo alimento può offrire.

I minerali più importanti contenuti nel cetriolo sono:

○ Potassio

○ Ferro
○ Silicio
○ Magnesio
○ Fosforo

Vitamine

Il cetriolo è una ricca fonte di vitamine, che si concentrano principalmente nella buccia:
○ Vitamina C

○ Vitamina A
○ Vitamine del gruppo B
○ 5 Enzimi

I cetriolini sott’aceto

I cetriolini sott’aceto perdono le loro vitamine, ma non i minerali. Aiutano la digestione (grazie alla presenza di particolari enzimi che favoriscono l’intero metabolismo) e sono perfetti per accompagnare piatti elaborati o molto pesanti.

Cetrioli e benefici per la salute

Il cetriolo è indicato per tutti, ma le sue doti curative lo rendono perfetto per chi ha bisogno di provvedimenti per alleviare diverse patologie.

1. Diuretico

Il cetriolo è un alimento decisamente diuretico grazie al suo alto contenuto di acqua e sali minerali.

Circa 500-700 g al giorno di cetrioli diventano un ottimo coadiuvante nelle infezioni del tratto urinario, prevengono i calcoli renali, eliminano la ritenzione di liquidi nel corpo stimolando la funzione renale, hanno un potente ruolo disintossicante.

2. Digestivo

Gli enzimi e le fibre contenute nella buccia del cetriolo favoriscono la corretta digestione e i processi metabolici del fegato. I cibi pesanti, ricchi di proteine e grassi, possono essere associati con insalate di cetrioli affinché vengano scongiurati disturbi durante la fase digestiva.

3. Antitumorale

È dimostrato che il cetriolo può ridurre gli effetti tossici che coinvolgono l’apparato digerente e annullare l’effetto di alcuni composti cancerogeni come i nitrati e nitriti dei salumi, che promuovono il cancro del colon. I cetrioli combattono anche gli effetti cancerogeni delle sostanze contenute negli oli fritti diventando, così, ottimi alleati contro il cancro. È bene consumarli quotidianamente in estate nelle insalate.

4. Combatte il diabete

La dose di 500-700 g di cetrioli crudi con buccia ha un effetto adiuvante per le persone che soffrono di diabete, poichè i principi contenuti nella buccia del cetriolo stimolano le funzioni del pancreas e regolano la glicemia.

Questa cura allevia o elimina anche altre malattie legate al pancreas come la pancreatite (sia attraverso l’effetto diretto delle sostanze attive contenute nel cetriolo che indirettamente facilitando la digestione).

5. Combatte l’obesità

I cetrioli contengono molta acqua, poche calorie, sono diuretici, depurativi, regolano la glicemia e sono ideali per la perdita di peso. Per eliminare i chili in eccesso è consigliabile mangiare ogni giorno 500 g di cetrioli crudi.

6. Adiuvante in caso di gotta

I cetrioli possono essere utilizzati con successo dalle persone che soffrono di gotta. Il succo di cetrioli, mescolato con succo di carota, nell’arco di qualche settimana, aiuta ad eliminare gli urati attraverso la urine, riducendo l’infiammazione e il dolore alle articolazioni.

7. Tonico cardiaco

I cetrioli sono adiuvanti in caso di malattie cardiache come le aritmie e l' ipertensione grazie al ricco contenuto di minerali come il potassio e il magnesio (sono essenziali per l’attività cardiaca). È possibile notare i benefici dopo qualche settimana di assunzione di circa 500 g di cetrioli ogni giorno.


Dieta Verde " Anti-fame nervosa"

Fai il pieno di verdure verdi nella tua alimentazione, hanno il potere di spezza-fame , depurano e questo aiuta a perdere peso. Tra le favorite ci sono gli asparagi, le fave, i piselli, i broccoli. Puoi inserirli nella tua dieta quotidiana in tantissimi modi differenti. Sono verdure molto versatili, con cui puoi preparare dai primi piatti, ai secondi e anche insalatone, in modo da variare spesso e cambiare gusto ogni giorno. Ricorda durante questo regime alimentare di bere molto acqua e mangiare frutta soprattutto albicocche e ciliegie.
Vi posto un esempio di Dieta Verde che puo' far perdere 3 kili in due settimane:


Per colazione ( tutti i giorni vi posto una lista da scegliere una x ogni giorno da alternare)
Yogurt bianco - Yogurt con cereali_ Yogurt con frutta_ 4 fette di biscottate con un cucchiaio di confettura di ciliegia- 4 biscotti secchi- te' verde- caffe' al ginsen- 200 gr di frutta secca.
Per spuntino ( tutti i giorni vi posto una lista da scegliere una x ogni giorno da alternare)
200 gr di ciliegie - 2 fette di melone - 2fette di anguria- yogurt con cereali- 
Per Pranzo ( tutti i giorni vi posto una lista da scegliere una x ogni giorno da alternare)
80 gr di pasta con pomodoro e basilico- 80 gr di riso con asparagi- 80 gr di penne con pesto_ 80 gr di orecchiette con broccoli - 80 gr di spaghetti con le cime -Associate ai primi piatti un piatto di verdure grigliate o/e al vapore
Per merenda ( tutti i giorni vi posto una lista da scegliere una x ogni giorno da alternare)
Yogurt bianco - Yogurt con cereali_ Yogurt con frutta_ 4 fette di biscottate con un cucchiaio di confettura di ciliegia- 4 biscotti secchi- te' verde- caffe' al ginsen- 200 gr di frutta secca.
Per Cena ( tutti i giorni vi posto una lista da scegliere una x ogni giorno da alternare)
Zuppa di legumi- Branzino al limone- Bresaola con rucola- Hamburger di soia- Spezzatino di soia con fave e piselli. Associate ai secondi piatti un piatto di patate lessate e/o spinaci lessi e/o insalata mista 

Nell'arco della giornata potete anche bere frullati di frutta e di verdura 


fonte >> http://semplicementeshopping.blogspot.it/2013/07/dieta-verde-anti-fame-nervosa.html?spref=fb

assumere cannella con regolarità aiuta a combattere l’Alzheimer

CALIFORNIA (USA) – Finalmente, siamo arrivati a un punto di svolta per quanto riguarda l’Alzheimer, una malattia che come ben saprete è davvero grave ed ancora incurabile. Lo sapevate che nel mondo ogni 4 secondi nasce un nuovo caso di Alzheimer? Vi sono ben 7,7 milioni di nuovi casi ogni anno, ma grazie alla cannella tutto questo potrebbe finire presto. Avete capito bene: la cannella potrà essere utilizzata per curare questa patologia!

Come ben saprete, la cannella non è altro che una spezia da cucina, e secondo due scienziati di nome Roshni George e Donald Graves, che operano all’Università della California, due dei composti che si trovano, ovvero il cinnamaldehyde e l’epicatechina, sarebbero utili per prevenire il degeneramento delle cellule cerebrali, e di conseguenza lo sviluppo della malattia.

Il principale responsabile dell’Alzheimer è una proteina di nome tau, che durante l’aggregazione si ammassa e fa sì che si formino delle fibre insolubili nel neurone. Ma il cinnamaldehyde prevenisce la formazione di questi nodi: si tratta di un passo fondamentale, per la ricerca contro questa malattia.
Secondo gli ultimi dati, in USA l’Alzheimer continua a diffondersi sempre più velocemente, e solo nel 2013 i costi che la nazione sarà costretta a coprire ammontano a ben 203 miliardi di dollari. Non ci resta dunque che sperare che grazie a un po’ di cannella non bisognerà più preoccuparsi di tale malattia!

6 bevande dissetanti estive

Tisane rinfrescanti da bere con il caldo per combattere l’afa, la spossatezza e la sudorazione.
Durante l’estate è importantissimo bere molta acqua e preferire sempre la temperatura ambiente anche se le bibite fresche sembra ci dissetino di più. Non è così. Se l’afa ci rende spossati, ci fa sudare l’ideale è combatterla bevendo molto. L’acqua è certamente l’alleato numero uno, ma talvolta alcune erbe possono tornarci utili per rinvigorire il nostro corpo e dare ad esso la giusta carica per combattere la calura estiva.

Solitamente l’idea di una tisana è associata a delle serate invernale, invece usando le erbe giuste potremmo avere ottimi risultati per evitare il surriscaldamento del corpo. 
Potete in ogni caso decidere di berle a temperatura ambiente.
Le erbe che più comunemente vengo utilizzate per le loro proprietà rinfrescanti troviamo l’anice, la menta, la melissa e molte altre.
Ecco 5 tisane rinfrescanti che potrete usare in questa stagione:
1)   Un cucchiaio di anice in una tazza di acqua bollente, lasciate in infusione per una decina di minuti e poi filtrare. Potete decidere di berla anche dopo i basti. Oltre a rinfrescare facilita la digestione.
2)   20 gr fiori di tiglio e 20 gr fiori di arancio (essiccati) in un litro di acqua bollente, lasciare infusione per 20 minuti e poi filtrare. Consumatela a temperatura ambiente più volte al giorno.
3)   30 gr foglie di menta piperita (fresca o essiccata) in un litro di acqua bollente, lasciare infusione per 20 minuti e poi filtrare e consumare durante la giornata a temperatura ambiente.
4)   15 gr di melissa e 15 di verbena ( essiccate) in un litro di acqua bollente, lasciare in infusione per 20 minuti circa e poi filtrare. Consumare durante l’arco della giornata anche fredda, è una bevanda che oltre a rinfrescare ha un effetto calmante.
5)   La pianta più nota per le sue proprietà rinfrescanti è senza dubbio il carcadè, è una delle bevande più adatte per sopportare al meglio le alte temperature. Il carcadè viene venduto anche in bustine già pronte o potete usare 30 gr di fiori essiccati in un litro di acqua bollente, per 20 minuti circa, filtrare e poi consumare a temperatura ambiente.
6)    20 gr di  foglie di salvia e 20 di menta in un litro di acqua bollente. Lasciare in infusione per 20 minuti circa e poi dopo aver filtrato consumare a temperatura ambiente. La salvia è anche nota per le sua proprietà antisudorifere.


Con la dieta del limone perdi un chilo in un giorno

Con la dieta del limone ti sgonfi, perdi peso e ti depuri, perfetta da seguire solo in alcune occasioni, vi suggeriamo quali

Sì è vero, con la dieta del limone perdi un chilo in un giorno e ti senti sgonfia. E’ una dieta perfetta per depurarsi, per smaltire tutto ciò che si è mangiato in eccesso magari il giorno prima. Ideale se all'ultimo istante abbiamo ricevuto un invito e vogliamo apparire in forma o indossare l’abito stretto. La dieta del limone è utile in tutti questi casi, noi ve la suggeriamo per un solo giorno ma c’è anche chi la segue per dieci. Vediamo il programma per dimagrire con una delle diete più famose.
Sembra che molti divi americani scelgano la dieta del limone per dimagrire, noi vi ricordiamo sempre di consultare il vostro medico prima di iniziare qualunque regime dimagrante. Inoltre vi sconsigliamo di seguire questa dieta per oltre 24 ore limitandola solo ai casi su indicati. Insomma, perfetta per sgonfiare la pancia ma troppo ristretta per dimagrire in modo efficace e duraturo.
In che cosa consiste la dieta del limone?
Prima della colazione, quindi appena svegli,dobbiamo bere un bicchiere di limonata (mescolare un litro e mezzo di acqua con 12 cucchiai di sciroppo d’acero, 12 cucchiai di succo di limone, un pizzico di peperoncino piccante e un pizzico di pepe di Cajenna o di zenzero in polvere).
A colazione una macedonia con frutti rossi, mela, pera, un pugno di mandorle tostate e succo di limone.
Per lo spuntino, limonata, poi una banana e una manciata di semi di zucca.
A pranzo mangiamo una insalata di fagioli o lenticchie lessi condita con un cucchiaino di olio e succo di limone.
Per la merenda ancora limonata; verdure crude, tipo ravanelli e sedano.
A cena pesce magro alla griglia e verdure lesse.
Dopo cena un bicchiere di limonata

Ecco 10 alimenti che accentuano l' abbronzatura

Estate, il mare, il sole e soprattutto una bellissima abbronzatura
Il nostro obiettivo è mirare a quella lista di frutta e  verdura il cui contenuto di Vitamina A  favorisce la produzione di melanina nella pelle per donare la classica e bella tintarella 


       Questi alimenti dunque contengono molta Vitamina A, utile a difendere l’organismo dai raggi solari. I suggerimenti  per le precauzioni da osservare sono quelli di non passare troppe ore al sole ed evitare le ore in cui il sole picchia di più, si consigliano creme protettive, protezioni per la vista e attenzioni particolari per i bambini.  Consumo di frutta e verdure fresche di stagione, che ricche di vitamine, sali minerali e liquidi per un corpo sano e contrastare il formarsi dei i radicali liberiQuesti alimenti oltre che favorire una sana abbronzatura,aiutano il nostro organismo nutrendolo, dissetandolo, reintegrandolo dai sali minerali persi con il sudore, dando all'organismo  vitamine e apportando la giusta efficienza all’apparato intestinale.

7 CIBI ANTICELLULITE

Per combattere i fastidiosi cuscinetti della cellulite occorre innanzitutto bere molta acqua e introdurre nella dieta di ogni giorno frutta e verdure fresche che sono ricche di vitamine, minerali e acqua che aiutano l'organismo a combattere gli ioni idrogeno che alterano il collagene e il tessuto connettivo sottocutaneo.

Ecco un elenco di alimenti che dovrebbero essere introdotti nella dieta.

Sedano: è una verdura composta per il 90% da acqua, ed è uno dei vegetali con più potere alcalinizzante. Contiene molto potassio, il minerale che contrasta l'azione del sodio, ed è ricco di vitamina C.

Ananas: è uno tra gli alimenti anticellulite per eccellenza. Ha un forte potere alcalino, contiene sostanze antinfiammatorie e bromelina (una delle componenti più usate nelle creme anticellulite) nel gambo.

In più, è ricchissimo di acqua, favorisce la diuresi migliorando l'aspetto della buccia d'arancia.

Melanzane: essendo molto ricche di acqua sono tra gli ortaggi più conosciuti per il loro effetto anti-ritenzione idrica. Il merito è dato dal loro contenuto di sali minerali, come il potassio. Il grande vantaggio è che possiamo mangiarne in quantità, raggiungendo il senso di sazietà, senza intaccare la quota energetica quotidiana.

Kiwi: è ricco di bioflavonoidi che tonificano le pareti dei piccoli vasi e di vitamina C, utile per proteggere i capillari , aiutando i vasi a spingere la massa sanguigna verso la parte alta del corpo ed evitando così il gonfiarsi delle gambe.

Carote: hanno un ruolo chiave nella lotta alla cellulite per merito degli antiossidanti che contengono, che producono un'azione contro gli agenti inquinanti dell'organismo. Vanno però mangiate crude perchè cotte hanno un elevato indice glicemico.

Spinaci: in una dieta anticellulite non dovrebbero mai mancare. Favoriscono un basso apporto energetico in proporzione al volume e alla sazietà che apportano. Possiedono un elevato contenuto di potassio, fosforo, calcio, magnesio. Stimolano la circolazione e le loro fibre hanno un effetto detox sull'intestino.

Mirtillo: grazie alla presenza di bioflavonoidi, come tutti i frutti di bosco, risultano molto utili per mantenere in salute le pareti delle vene e stimolare la microcircolazione (la cellulite infatti può derivare anche da un cattivo funzionamento del microcircolo sanguigno).

fonte Facebook

La vitamina D scopri se ne sei carente e con quali alimenti integrare la sua mancanza

Si tratta di una sostanza prodotta direttamente dal nostro corpo. Per un giusto metabolismo della vitamina D sono importanti l'esposizione ai raggi solari e una funzionalità corretta del fegato e dei reni. Una carenza di vitamina D si evidenzia oggigiorno soprattutto nelle persone anziane che escono poco e non si espongono al sole a sufficienza.
La vitamina D è importante perché induce l'assorbimento, l'assimilazione e il deposito di calcio e fosforo, per la formazione delle ossa e dei denti. La vitamina D è essenziale per la crescita dei bimbi, poichè la sua carenza provoca il rachitismo (nei bambini) o l'osteomalacia (negli adulti).
La vitamina D: dove la troviamo 
 Si tratta di una vitamina di origine animale: la troviamo si trova nelle uova, nelle aringhe, nelle sardine, nel tonno e nel merluzzo, nel latte e derivati e nelle frattaglie. Fra i vegetali la fonte migliore  (comunque scarsa) sono le verdure a foglia scura.
La vitamina D: chi può necessitare di un'integrazione 
- I bambini che vivono in regioni con poco sole.
- Soggetti sottoalimentati che richiedono un incremento nutrizionale.
- Le persone sopra i 65 anni, in modo particolare le donne in menopausa.
La vitamina D: come assumerla
Per assumerne una dose giusta si può mangiare un trancio di tonno al forno oppure di condire la pasta con una scatola di tonno naturale.
Non assumerne più di 1000 Ul al giorno. Usare sotto supervisione medica in gravidanza e durante l'allattamento.
La vitamina D: il test guida
Scopri se sei carente di vitamina D rispondendo si o no alle domande:
- Il tuo punto debole sono ossa e muscoli?
- Sei molto irritabile e ti arrabbi per nulla?
- Hai notato un lieve ingrossamento delle articolazioni?
- Soffri di osteoporosi e/o dolori osteoarticolari?
Se hai risposto sì ad almeno tre quesiti, sei a rischio di carenza di vitamina D.

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